A Dahshur c’è una necropoli autentica, poco frequentata e spesso esclusa dai principali circuiti turistici in Egitto. Il mio consiglio è di visitarla! A Dahshur potete, infatti, visitare la Piramide Romboidale e la Piramide Rossa di Snefru, un’esperienza decisamente meno caotica rispetto a quella che potete fare a Giza 😉.
Contenuti del post:
Come si raggiunge
La Necropoli di Dahshur si trova 50 chilometri a sud de Il Cairo e 14 chilometri a sud di Saqqara. Se volete raggiungerla in autonomia è possibile ma solo con un mezzo privato: noleggiando un’auto (che vi sconsiglio) o con un taxi. Se scegliete il taxi vi conviene affidarvi ad un’agenzia locale o chiedere al vostro hotel in questo modo l’autista vi aspetterà durante la vostra visita.
La soluzione migliore è scegliere di partecipare ad un’escursione guidata. In questo modo visiterete anche gli altri siti archeologici limitrofi e sarete accompagnati da una guida egittologa che in un viaggio come questo serve. Potete contattare direttamente delle guide autorizzate indipendenti o scegliere uno di questi tour con Get Your Guide:
- tour privato in lingua italiana a Saqqara, Dahshur e Menfi di 5-8 ore (costoso ma valido);
- tour privato in lingua inglese o spagnola a Saqqara, Dahshur e Menfi di 6 ore (uguale al precedente ma molto più economico).
Modalità d’accesso
- Ingresso a pagamento: EGP 200 (circa € 3,35).
- Parcheggio auto: EGP 25 (circa € 0,45).
- Orario: 08:00 – 16:00 tutti i giorni; 08:00 – 15:30 il mese del Ramadan.
- Sito ufficiale: cliccate qui per consultare i prezzi e gli orari aggiornati.
Il biglietto si acquista alla biglietteria e va poi esibito al posto di blocco che da accesso all’area archeologica. Le auto dei tour guidati sono autorizzate ad entrare nel sito archeologico e vi scaricheranno davanti alle due piramidi senza dover fare chilometri sotto al sole.
La Necropoli di Dahshur
La Necropoli di Dahshur un tempo ospitava 11 piramidi appartenenti alle dinastie dalla IV alla XII. Purtroppo solo le due piramidi dell’Antico Regno costruite dal faraone Snefru (2.613 – 2.589 a.C.), il padre di Cheope, sono arrivate fino a noi intatte. Si tratta della Piramide Romboidale e della Piramide Rossa.
Un sito, quello di Dahshur, di notevole interesse e non solo per le due piramidi perfettamente conservate ma perché qui è possibile vedere il passaggio intermedio dell’evoluzione della costruzione delle piramidi: quello tra la Piramide a Gradoni di Djoser a Saqqara e le piramidi geometriche della Piana di Giza.
Snefru, faraone della IV dinastia, voleva per sé una piramide dai lati lisci. Il primo tentativo è stato fatto con la Piramide di Meidum a Saqqara che però è collassata durante la realizzazione. Ci ha riprovato a Dahshur, prima con la Piramide Romboidale e poi con la perfetta Piramide Rossa. Quest’ultime si sono conservate integre nei millenni perché sono state costruite in pietra e rivestite poi di pietra calcarea.
Le altre nove piramidi che erano presenti in questa necropoli facevano parte del periodo successivo. Si era tornati a costruire con i mattoni a crudo e una volta perso il rivestimento in calcare esterno si sono sbriciolate. Ecco perché non sono giunte fino a noi integre.

La Piramide Romboidale
La Piramide Romboidale è stato il secondo tentativo di costruire una piramide dai lati lisci ma il primo ad essere arrivato fino a noi. Guardandola bene in alcuni punti è ancora presente il rivestimento in bianca pietra calcarea di Tura che originariamente rivestiva tutti e quattro i lati.
Perché ha questa forma?
Gli architetti hanno iniziato a costruirla dandole la stessa inclinazione delle lastre di pietra che avevano usato nella costruzione delle piramidi a gradoni. Salendo in altezza e arrivando più o meno a metà della sua altezza finale però ha dato i primi segni di instabilità. Molto probabilmente la causa era sì l’inclinazione errata dei lati ma anche la consistenza del terreno: troppo cedevole e poco adatto a sostenere il peso della costruzione.
A questo punto però non potevano distruggerla perché se il faraone fosse morto prima di averne ultimata un’altra egli sarebbe stato senza tomba. L’unica cosa che potevano fare era “aggiustala” in corso d’opera correggendo l’angolo da 54° 46’ a 43° per garantirne la stabilità. A lavori finiti la piramide, con la sua strana forma romboidale, aveva raggiunto l’altezza di 104 metri, circa 23 metri in meno rispetto al progetto iniziale, e una base di circa 189 x 123 metri. Si dice però che non abbia mai accolto le spoglie del faraone Snefru.
La visita all’interno
Nella Piramide Romboidale si può entrare ma è un percorso abbastanza ostico.
Dovete salire su una scaletta metallica posta sul lato della piramide e percorrere poi un ripido corridoio in discesa lungo circa 75 metri. Alla fine si deve salire su una rampa di scale e si arriva alla camera sepolcrale inferiore, alta circa 12 meri. Proseguite poi salendo sulle impalcature metalliche fino alla sommità della camera dove vi dovete infilare in un cunicolo molto stretto. Chi è basso come me riesce a procedere accovacciato i più alti dovranno mettersi a carponi (stile marines). Alla fine del cunicolo c’è la camera sepolcrale superiore dove vedrete l’impalcatura originale e i travi di cedro che sostenevano la struttura.
Per uscire dovete rifare lo stesso percorso.
L’architettura interna delle camere e dei corridoi della Piramide Romboidale hanno rappresentato un modello per gli architetti che progettarono la Piramide di Cheope a Giza.
Attenzione: sconsigliatissima a chi soffre di claustrofobia, agli asmatici e a coloro che hanno difficoltà motorie. Preparatevi ad una sudata fotonica ed, inoltre, sporcarsi è inevitabile quindi indossate qualcosa facile da lavare e che se si rovina non è un problema.

La Piramide Rossa
La Piramide Rossa è la prima piramide geometrica della storia.
Ottenere la forma perfetta
Gli architetti che l’hanno costruita, memori dell’errore fatto con la Piramide Romboidale, l’hanno progettata con una base quadrata di 200 metri per lato e un angolo dalla base all’apice di 43° che ha portato la piramide all’altezza finale di 105 metri. La Piramide Rossa è a tutti gli effetti la progenitrice della Piramide di Cheope a Giza e per dimensioni è la terza piramide al mondo superata in altezza solo da quella di Cheope e di Chefren.
Il suo nome, invece, deriva dal suo colore che non è quello originale ma quello del suo nucleo centrale. Erano rossastre, infatti, le pietre con cui è stata costruita e che all’epoca erano state rivestite con la bianca pietra calcarea di Tura, una località poco lontana da Dahshur. La pietra calcarea si può ancora vedere in alcuni punti del basamento ma tutto il resto è stato rimosso per costruire alcuni edifici della nuova Il Cairo.
Consiglio: entrare in una piramide, a meno che non abbiate problemi di salute, è una di quelle cose da fare una volta nella vita. Se dovete sceglierne una sola scegliete di entrare nella Piramide Rossa perché è meno affollata e più economica di quella di Cheope ed è tra quelle con l’accesso più semplice 😉.
La visita all’interno
Per entrare nella Piramide Rossa dovete salire sulle scale ricavate sulla parete settentrionale, sono 125 gradini, ed entrare in un tunnel alto 1 metro e largo 1,2 metri. Sarete obbligati a stare un po’ accovacciati ma la discesa è agevolata da alcuni travi che formano una sorta di gradino e impediscono di scivolare sulla pietra mentre alla parete ci sono dei corrimano. Molto più semplice della Piramide Romboidale! Il tunnel è lungo 63 metri ma l’umidità toglie il respiro e lo fa sembrare infinito.
Alla fine del tunnel si accede alla prima camera dove si riesce a stare in posizione eretta, le pareti sono lisce ed il soffitto a modiglioni è alto 12,2 metri. Superata una porticina chinando la testa si passa nella seconda camera, adiacente e identica ma con una scala in legno che sale verso il soffitto.
Salite e troverete un passaggio che vi permette di entrare nella terza camera dove un parapetto vi mostra il luogo che doveva ospitare il sarcofago di Snefru anche se non si sa se effettivamente sia mai stato sepolto qui. Anche questa stanza ha il soffitto a modiglioni ma è alta 15 metri ed è disposta perpendicolarmente su asse orientata est-ovest, mentre le due camere precedenti erano allineate lungo un asse nord-sud.
Lungo tutto il percorso si possono vedere dei graffiti sui muri, che non sono gli scarabocchi lasciati da turisti incivili ma degli appunti lasciati dagli esploratori britannici nel XIX secolo.
Per uscire dovete rifare lo stesso percorso.
Attenzione: sconsiglio l’ingresso a chi soffre di claustrofobia, a chi è asmatico e a chi ha difficoltà motorie. All’interno della terza camera potreste sentire un odore molto simile all’ammoniaca, non è pericoloso permanere a lungo nella stanza ma può essere fastidioso.

Consigli di sopravvivenza
La Necropoli di Dahshur si trova sul limitare del Deserto Occidentale ed è completamente al sole. Vi consiglio di:
- vestirvi con un abbigliamento leggero e traspirante (*link affiliato Amazon), preferite i tessuti tecnici o in alternativa il cotone o il lino e preferite colori chiari;
- indossare un cappello (*link affiliato Amazon) o una bandana per proteggervi la testa dal sole;
- mettere scarpe comode e chiuse (*link affiliato Amazon) vi proteggeranno i piedi dalla polvere del deserto e vi daranno stabilità se deciderete di entrare nelle piramidi;
- mettere gli occhiali da sole (*link affiliato Amazon) meglio se polarizzati, anche gli occhi hanno bisogno di protezione!
- applicare più volte al giorno la crema solare (*link affiliato Amazon) e scegliere un fattore di protezione alto;
- portare con voi almeno due litri di acqua, con il caldo rischiate la disidratazione;
- mettere un repellente per insetti (*link affiliato Amazon), le zanzare ci sono e, anche se in Egitto non è endemica, meglio proteggersi dal rischio di contrarre la dengue.
Se avete domande non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email 😊!
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