Saqqara si trova in Egitto, a pochi chilometri da Il Cairo, ma cosa c’è da vedere oltre alla famosa Piramide a Gradoni di Djoser? E soprattutto, come si raggiunge e vale la pena visitarla in autonomia?
Contenuti del post:
Come si raggiunge
Saqqara è situata 32 chilometri a sud de Il Cairo e circa 20 chilometri a sud delle Piramidi di Giza sul limitare nord orientale del Deserto Occidentale. Solitamente si raggiunge per visitare la sua necropoli, un sito archeologico che si estende su un’area di 9 km2 il cui monumento principale è la Piramide a Gradoni di Djoser.
La Necropoli di Saqqara si può raggiungere autonomamente noleggiando un’auto o facendosi portare da un taxi o da Uber. Soluzione possibile ma che io vi sconsiglio per tutta una serie di motivi che vi spiego nel dettaglio qui ma anche nel prossimo paragrafo.
In alternativa potete raggiungere Saqqara con un’escursione guidata che potete prenotare con una guida locale indipendente, tramite una delle tante agenzie locali o in modo semplice e sicuro su Get Your Guide o Civitatis.
Il tour privato che abbiamo prenotato noi con Get Your Guide non c’è più, peccato perché era completo ed economico! Adesso propongono questo tour privato, che è sempre in italiano, dura 8 ore ed è accompagnato da un egittologo. In alternativa vi consiglio questa escursione di Civitatis, che è sempre in italiano ma essendo un tour di gruppo è più economica!

Modalità d’accesso
- Ingresso a pagamento: EGP 600 (circa € 10,00)
- Parcheggio auto: EGP 25 (circa € 0,45)
- Orario: 08:00 – 16:00 tutti i giorni; 08:00 – 15:30 il mese del Ramadan
- Sito ufficiale: cliccate qui per consultare i prezzi e gli orari aggiornati
Una volta superata la biglietteria faranno passare sia voi che i vostri zaini o borse attraverso il metal detector. Questo al fine di evitare che vengano introdotte armi per commettere attentati (in passato è successo) o che vengano introdotti oggetti contundenti che possano essere usati per danneggiare o, peggio ancora, trafugare reperti archeologici.
Attenzione: se avete con voi macchine fotografiche o videocamere professionali potrebbero chiedervi un “compenso” per permettervi di introdurla nel sito archeologico. Non è legale ma lo fanno. Se viaggiate in autonomia sarete più o meno obbligati a sganciare qualche euro. Più che altro vi convinceranno a farlo dicendovi che in alternativa dovrete lasciare lì la strumentazione. Se, invece, siete accompagnati da una guida locale non vi chiederanno nulla.
Conviene visitare la Necropoli di Saqqara in autonomia?
Secondo me NO.
La Necropoli di Saqqara è enorme e, anche se ci sono dei pannelli informativi scritti in inglese non saranno mai esaustivi come una visita guidata. Le guide sono tutte/i egittologi. Vi racconteranno la storia dell’Antico Egitto e vi aiuteranno ad interpretare i geroglifici più significativi presenti all’interno dei monumenti. Risponderanno ai vostri dubbi e soddisferanno la vostra curiosità. Tutto quello che vedrete assumerà un significato diverso e verrà contestualizzato sotto tutti i punti di vista.
Non solo, essere accompagnati da una guida significa anche evitare tutta una serie di possibili truffe. Soprattutto richieste di soldi extra non dovuti da parte di:
- controllori alla biglietteria, per accedere con macchine professionali;
- improbabili “guardiani di tombe”, per accedere all’interno delle piramidi;
- improvvisati fotografi che non scattano mai per gentilezza!
Consiglio: le guide sono pagate per svolgere il loro lavoro ma in Egitto è consuetudine lasciare la mancia. Se la vostra guida è stata esaustiva, professionale e magari anche simpatica a fine giornata lasciatele qualcosa. Accettano anche gli Euro, la cifra è a vostra discrezione.

Saqqara, all’origine delle piramidi
Saqqara secondo me è una delle tappe che non possono mancare, assieme alla Piana di Giza, nel vostro soggiorno a Il Cairo. Il motivo è semplice: a Saqqara potete vedere e comprendere l’origine e l’evoluzione delle piramidi intese come monumento funerario.
Ecco perché solitamente le guide, all’interno delle visite guidate giornaliere, ve la mostrano per prima. Ed ecco perché vi consiglio di visitarla il primo giorno del vostro viaggio in Egitto.
Nella tradizione antica la sponda occidentale del Nilo era destinata ai morti e alle sepolture perché è il lato dove tramonta il sole mentre la sponda orientale del fiume era destinata ai vivi. Saqqara è la città scelta dai faraoni della II dinastia per le loro sepolture e tale rimarrà per molti secoli a venire.
Le prime tombe
Durante la I e la II dinastia per costruire le tombe si usavano i mattoni a crudo. Inizialmente avevano una forma ovale ed il corpo veniva posto all’interno in posizione fetale poi sono passati ad una forma rettangolare e a ricoprire il sarcofago con foglie di palma per dare una sorta di copertura. Di queste strutture purtroppo rimangono solo alcuni resti.
Le piramidi
I faraoni della III dinastia cominciano ad usare la pietra calcarea e i monumenti funerari cominciano ad avere la forma di piramide. Essa simboleggiava l’immortalità del sovrano e la sua ascesa al cielo per unirsi agli dei. La prima di una lunga serie è la Piramide a Gradoni di Djoser.
La forma della piramide negli anni cambia e da lati a gradoni si passa a lati dritti, come quelle che si vedono a Dahshur e come le famose Piramidi di Giza volute da Cheope e Chefren, faraoni della IV dinastia. Il problema è stato proprio la costruzione di quest’ultime: troppo costose che non hanno lasciato nulla per i successori che sono tornati a costruire le loro piramidi con i mattoni a crudo.
Nel corso dei millenni quest’ultime si sono deteriorate e si sono ridotte a cumuli di macerie anche se alcune hanno conservato integre le camere funerarie. A partire dalla V dinastia, in particolare dalla Piramide di Unis, nelle piramidi compaiono i geroglifici parietali che saranno usati sempre di più nei secoli a venire. Li ritroverete anche nei templi scavati nella roccia e in quelli costruiti in granito che vengono realizzati a partire dalla XI dinastia (il Medio Regno) e che si trovano a Luxor, Assuan e Abu Simbel.

Cosa vedere a Saqqara
La Necropoli di Saqqara è enorme e le tombe visitabili sono tantissime. Ogni guida decide quali mostrare ai suoi clienti e in quali entrare in base al filo logico della sua spiegazione. Non solo, gli scavi sono in continua evoluzione così come le opere di conservazione di conseguenza potrebbe essere che vengano chiuse temporaneamente delle aree che un mese prima erano aperte.
I monumenti che vi descrivo sono quelli che abbiamo visitato noi ma potrebbe essere che durante la vostra visita ne vediate altri.
Consiglio: se potete cercate di arrivare qui all’orario di apertura, prima che arrivino i pullman carichi di turisti. Facendo così avrete un’ora buona per vedere il sito archeologico quasi deserto. La condizione ideale sia per scattare le foto sia per godersi appieno le sue bellezze.
L’ingresso sud-orientale
Dalla biglietteria ci si sposta in auto a Saqqara Nord, si supera un posto di blocco dove bisogna esibire i biglietti e si parcheggia vicino all’ingresso sud-orientale. Già da qui è visibile l’attrazione principale della necropoli: la Piramide a Gradoni di Djoser.
L’ingresso alla necropoli si raggiunge a piedi e ben presto vi troverete di fronte al portale monumentale di un tempio. E’ stato costruito durante la III dinastia ed è in pietra calcarea, in origine era alto 10 metri ma oggi, a causa dell’erosione degli agenti atmosferici, è alto solamente 8 metri.
Varcato il potale si entra nella sala ipostila che è attraversata da un lungo corridoio affiancato da 40 colonne, 20 per lato. La loro lavorazione a venatura riprende le nervature degli steli di papiro. Tra le colonne ci sono delle nicchie dove un tempo c’erano delle statue che in parte sono state trafugate ed in parte si possono vedere al Museo Egizio de Il Cairo. La porta d’uscita era aperta anche in antichità perché consentiva al ka, lo spirito guardiano del faraone, di entrare e uscire a piacimento.
Curiosità: il papiro è una pianta molto importante nella cultura egiziana perché cresce lungo le floride sponde del Nilo. Oltre ad essere usato come supporto di scrittura era anche considerato una pianta sacra, simbolo di rinascita e di vita eterna. Talmente importante che era la pianta araldica del Basso Egitto (l’area de Il Cairo), e veniva usato sia nei geroglifici che nelle sculture per indicare se un faraone governava questa parte di regno.

La Piramide a Gradoni di Djoser
Usciti dal tempio vi troverete di fronte al Grande Cortile Meridionale e al lato sud della Piramide a Gradoni di Djoser. La Piramide a Gradoni di Djoser è alta 60 metri ed è considerata il massimo esempio di arte dell’Antico Regno oltre ad essere il primo monumento in pietra eretto al mondo!
Il faraone Djoser (2.667-2.648 a.C.) ha commissionato l’edificio che doveva custodire la sua tomba ad Imhotep, visir e architetto capo, nel 2.650 a.C. Questa piramide, in cui potete entrare, è considerata quella con l’accesso più semplice. Proprio per questo motivo e perché è “quella famosa” ci entrano tutti ma in realtà non si vede granché.
L’ingresso si trova sul lato meridionale e dopo una breve scalinata in discesa si attraversa un largo cunicolo che conduce alla piattaforma panoramica che si affaccia sulla camera sepolcrale di Djoser. Non aspettatevi nulla di artistico: nessuna decorazione parietale e nessun sepolcro.
La Tomba Meridionale
Attorno alla Piramide a Gradoni sorgeva un vasto complesso funerario che era racchiuso da una cinta muraria di pietra calcarea lunga 1.645 metri ancora parzialmente visibile. Si raggiunge salendo una gradinata alla sinistra della Piramide a Gradoni.
Qui si trova una vasta piana con delle tombe rettangolari, erano quelle di coloro che hanno lavorato alla costruzione delle piramidi. Tra tutte queste tombe però ce n’è una sulla quale sono sorti dei dubbi interpretativi: è la Tomba Meridionale. Si tratta di un corridoio profondo 28 metri che gli studiosi hanno ipotizzato servisse per riporre i vasi canopi. Il punto è che gli scavi finora non hanno portato alla luce nessuna tomba né tantomeno il corpo della regina, come sosteneva un’altra tesi. Al momento non ci sono altre teorie di conseguenza si continua a ritenere valide queste ma l’ipotesi che abbiano scavato così tanto solo per mettere dei vasi canopi senza un corpo è poco plausibile.
Curiosità: i vasi canopi sono quattro e avevano lo scopo di conservare gli organi del defunto. Quegli organi che venivano tolti durante il processo di mummificazione ma che il defunto doveva portarsi nell’Aldilà per garantirsi la sopravvivenza: fegato, intestino, stomaco e polmoni. Ciascun vaso aveva un sigillo (tre teste di animale e una umana) con le quattro divinità custodi degli organi contenuti nei vasi stessi. Il cuore era l’unico organo che veniva lasciato all’interno della mummia perché era considerato la sede dell’anima e delle emozioni ed il dio Anubi doveva presentarlo davanti al tribunale divino per il giudizio finale.
La Piramide di Unis
La Piramide di Unis è stata costruita per Unis (2.375-2.345 a.C.) faraone della V dinastia. Fa parte delle piramidi che si era tornati a costruire con i mattoni a crudo per mancanza di denaro e di conseguenza, mentre un tempo era alta 43 metri, oggi appare come un cumulo di blocchi di mattoni.
Questa è l’unica piramide con il sarcofago ed è anche la prima piramide in cui appaiono delle decorazioni nella camera funeraria di un faraone.
Scesi alcuni gradini di legno dovrete percorrere una rampa che scende lungo un breve cunicolo. Sarete obbligati a camminare accovacciati per un centinaio di metri fino a raggiugere una stanza dove riuscirete a mettervi in posizione eretta. Vi troverete di fronte a delle pareti in alabastro bianco tappezzate di geroglifici blu: sono i primi esempi di iscrizioni funerarie. Quelle che oggi sono conosciute come i “Testi delle Piramidi” e che saranno poi raccolte nel più famoso “Libro dei Morti”. Si tratta di una sorta di “formule magiche” che dovevano proteggere l’anima del defunto. All’interno della Piramide di Unis sono state decifrate 283 formule: inni ed elenchi di oggetti, cibo e vestiti di cui il faraone avrebbe avuto bisogno nell’Aldilà.
Le iscrizioni sono presenti anche nella camera funeraria dove vedrete anche il sarcofago. Alzate gli occhi al soffitto e vedrete che è decorato come fosse un cielo stellato.
Se come me siete appassionati di storia antica vedere per la prima volta dal vivo i geroglifici che avete sempre visto sui libri di storia è emozionante. Resterete a bocca aperta.
Attenzione: scendere all’interno delle piramidi non è semplice. Indossate delle scarpe da tennis e un abbigliamento comodo che non costringa i movimenti. E’ sconsigliato l’ingresso a chi soffre di claustrofobia e/o di asma e a chi ha difficoltà motorie.

La Tomba di Idut
Cinque minuti di camminata sotto al sole inclemente del deserto e si raggiunge la Tomba di Idut, probabilmente la figlia di Teti (2.345-2.323 a.C.) il primo faraone della VI dinastia.
Qui può entrare chiunque, anche chi soffre di claustrofobia. Non è una piramide, è una struttura cubiforme e una volta varcata la porta si è già dentro alla tomba. Una meravigliosa stanza con le pareti interamente ricoperte di geroglifici che hanno ancora i colori originali, si sono conservati così per millenni perché sono stati lavorati usando pigmenti naturali.
Si distinguono chiaramente le scene di pesca e la scena della riscossione delle tasse con lo scriba che segna le persone che hanno pagato e quelli, invece, che non avevano pagato e di conseguenza condannati a morte. Nella seconda sala si vedono i geroglifici che raffigurano diverse specie di uccelli e il bestiame mentre sullo stipite della porta che da accesso alla stanza sepolcrale sono raffigurate le essenze: il loto ed il papiro. Nella camera sepolcrale, infine, i geroglifici raccontano la vita di Idut mentre la porta sulle tonalità del rosso rappresentava simbolicamente la possibilità per il defunto di muoversi tra le stanze.
Curiosità: l’essenza del papiro e del loto, entrambe tipiche de Il Cairo, vengono lavorate con una fermentazione di 8 mesi sotto alla sabbia. In questo modo si formano da soli sia l’essenza che l’olio.

Consigli di sopravvivenza
La Necropoli di Saqqara si trova sul limitare del Deserto Occidentale di conseguenza è completamente al sole. Vi consiglio di:
- vestirvi con un abbigliamento leggero e traspirante (*link affiliato Amazon), preferite i tessuti tecnici o in alternativa il cotone o il lino e preferite colori chiari;
- indossare un cappello (*link affiliato Amazon) o una bandana per proteggervi la testa dal sole;
- mettere scarpe comode e chiuse (*link affiliato Amazon) vi proteggeranno i piedi dalla polvere del deserto e vi daranno stabilità se deciderete di entrare nelle piramidi;
- mettere gli occhiali da sole (*link affiliato Amazon) meglio se polarizzati, anche gli occhi hanno bisogno di protezione!
- applicare più volte al giorno la crema solare (*link affiliato Amazon) e scegliere un fattore di protezione alto;
- portare con voi almeno due litri di acqua, con il caldo rischiate la disidratazione;
- mettere un repellente per insetti (*link affiliato Amazon), le zanzare ci sono e, anche se in Egitto non è endemica, meglio proteggersi dal rischio di contrarre la dengue.
Se avete domande non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email 😊!
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