In età scolastica, quando mi hanno spiegato la storia degli antichi greci, mi hanno raccontato anche la storia del Minotauro. Una figura mitologica terrificante tenuta rinchiusa all’interno del Palazzo di Cnosso a Creta. Diventata grande ho raggiunto quell’isola greca carica di misteri e ho visitato quel mitico palazzo, ecco qualche consiglio sul come visitare il Palazzo di Cnosso a Creta.
Contenuti del post:
Come raggiungere il Palazzo di Cnosso
Il Palazzo di Cnosso si trova vicino ad Heraklion (o Candia), una delle città più grandi di Creta situata sulla costa settentrionale dell’isola.
🚌 in autobus: dal centro di Heraklion prendete il bus n. 2 che ha 4 corse all’ora e vi ferma esattamente di fronte al Palazzo di Cnosso. Il viaggio dura circa 15 minuti ed il biglietto costa € 1,60 a tratta.
🚗 in auto: se avete preso un’auto a noleggio allora potete percorrere i 6 chilometri di distanza da Heraklion con il vostro mezzo. Vicino al Palazzo di Cnosso ci sono alcuni parcheggi gratuiti ma dovete arrivare presto altrimenti vi dovrete allontanare dall’ingresso.
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Se preferite visitare il Palazzo di Cnosso a Creta con una visita guidata vi consiglio il tour di un giorno con Cnosso e l’altopiano Lashiti, in partenza dal vostro hotel ad Heraklion oppure:
Informazioni generali
- Ingresso a pagamento: € 25,00 (dal 01/11 al 31/03), € 26,00 (dal 01/04 al 31/10) incluso nel prezzo una guida digitale per visitare il sito in autonomia;
- Orario: 8-17 (dal 01/11 al 31/03), 8-20 (dal 01/04 al 31/10);
- Tempo per la visita: almeno 2 ore;
- Sito ufficiale: cliccate qui per vedere gli orari e i prezzi aggiornati.
Un po’ di storia sul Palazzo di Cnosso a Creta
Il Palazzo di Cnosso a Creta è il più grande palazzo costruito dalla civiltà minoica. Esso sorge sulla collina di Kefalà, alla confluenza di due sorgenti. Una posizione strategica perché vicina sia al mare che al cuore fertile della regione.
Il primo insediamento su questo sito risale al Neolitico ma è solo attorno al 1.900 a.C. che è stato costruito il Primo Palazzo. Di questo non è rimasto quasi nulla perché nel 1.700 a.C. è stato distrutto e la stessa sorte è toccata nel 1.450 a.C. al Secondo Palazzo che era stato costruito sulle sue rovine.
Le rovine che vediamo oggi sono quelle del palazzo che i Minoici hanno eretto nel XIV secolo a.C. e sono state portate alla luce dall’archeologo cretese Minos Kalokerinos nel 1878. I diritti di scavo però li ha comprati l’archeologo inglese Arthur Evans nel 1900 che ha successivamente portato alla luce, oltre al palazzo, numerosi affreschi e 4.000 tavolette d’argilla con iscrizioni in Lineare A e B. Una delle principali critiche avanzate al modus operandi di Evans riguarda le sue ricostruzioni ritenute alquanto fantasiose e poco attendibili dal punto di vista storico.

Il mito del Minotauro
Il Minotauro era un essere mostruoso con il corpo umano e la testa di toro. Suo padre, il re Minosse decise di rinchiuderlo in un labirinto e lo nutriva periodicamente con la carne di dieci uomini e dieci donne ateniesi. Questo tributo di sangue durò fin quando arrivò, tra i sacrifici umani inviati da Atene, il principe Teseo. Egli, con l’aiuto di Arianna, la figlia di Minosse, riuscì ad uccidere il Minotauro, uscire dal labirinto e salpare verso la madrepatria. Aveva così liberato Atene dall’obbligo di sangue nei confronti del sovrano minoico.
Come visitare il Palazzo di Cnosso
Il Cortile Occidentale
Una volta entrati dovrete seguire il percorso guidato indicato da frecce. La visita inizia dal Cortile Occidentale che un tempo era la sede del mercato e delle adunanze pubbliche. Andando a sinistra vedrete tre fosse circolari che risalgono all’epoca del Primo Palazzo e che si ipotizza fossero usate per immagazzinare i cereali.
Subito dopo percorrete il Corridoio della Processione, oggi uno spazio aperto ma un tempo era delimitato da colonne di cui oggi rimangono solo le basi. Sulla parete orientale è stato ritrovato un affresco raffigurante una processione di persone e musicisti che portano delle offerte. Da questo si è dedotto che utilizzo avesse questo spazio del palazzo.

La sezione meridionale
Scendete verso la sezione meridionale dove si trova la Casa Sud, il primo esempio delle ricostruzioni di Evans, con mura in pietra e colonne rosse. L’unica parte integra all’epoca degli scavi era l’ingresso ed il suo colonnato. La casa, invece, è stata ricostruita sulla base di alcune descrizioni trovate scritte su alcune tavolette.
Salite sulla gradinata e raggiungete il Propileo Meridionale, anche questo vistosamente ricostruito, dove vedrete il bellissimo “Affresco del Coppiere” ovvero un affresco che raffigura due portatori di vasi.
Da qui accederete al Piano Nobile che è stato ricostruito da Evans partendo dai resti delle colonne e dei pilastri ritrovati. Si tratta di un piano rialzato rispetto al resto del sito archeologico, il punto migliore per godetevi la vista panoramica sull’intero sito archeologico e sull’area boschiva che lo circonda.
Dal Piano Nobile si possono vedere i Magazzini Occidentali, un’area visibile solo dall’alto. Un lungo corridoio collega le 18 stanze di stoccaggio lunghe e strette. Sul pavimento ci sono 93 grandi giare (pithoi) in terracotta che venivano usate per la conservazione del vino, dell’olio e di altre derrate alimentari.
Nella sala successiva ci sono gli affreschi più famosi del Palazzo di Cnosso: la “Taurocatapsia”, le “Dame in Blu” e l’“Uccello Azzurro”.
Attenzione: tutti gli affreschi presenti nel sito archeologico del Palazzo di Cnosso a Creta sono delle copie, gli originali sono conservati all’interno del Museo Archeologico di Heraklion (o Candia).

Entrata Sud e Cortile Centrale
Eccovi all’Entrata Sud, visibilmente erosa dal tempo, ed, infatti, rimangono solo le fondamenta ed il corridoio che la collega al Cortile Centrale. Sulla parete del corridoio c’è la copia del famoso “Affresco del Principe dei Gigli”. Un affresco ricostruito da Evans sulla base di alcuni frammenti ritrovati che egli ha interpretato come una figura abbellita da gioielli che cammina in un campo di gigli. Altre scuole di pensiero sostengono che la figura fosse femminile e non maschile.
Da qui si passa all’Ala Ovest che è la più grande delle ricostruzioni di Evans. Egli si è basato su una pittura muraria che oggi è conservata all’interno del Museo Archeologico di Heraklion e che ne raffigurava la facciata. Guardando la scalinata, sulla sinistra, c’è il Tempio Tripartito così chiamato per la facciata suddivisa dalle colonne in tre parti. Alle spalle del tempio si trovano due piccole stanze, le Cripte dei Pilastri che un tempo servivano per stoccare le libagioni.
Uscendo si entra nel Cortile Centrale, un cortile rettangolare che misura 50 x 25 metri, il più grande di tutti i palazzi minoici di Creta. Collegava le varie ali tra loro, aveva un accesso diretto all’esterno e aveva anche la funzione di dividere le stanze dedicate agli usi ufficiali e religiosi (l’ala ovest) dal quartiere residenziale (l’ala est). Le uniche parti originali del pavimento si trovano negli angoli a nord-ovest e a sud-ovest.
L’Ala Est era il quartiere residenziale della famiglia reale. I due livelli sono collegati dalla Grande Scala che collega anche tutta una serie di stretti corridoi, ampie sale e piccole stanze. Questa è una delle zone meno ricostruite da Evans, infatti, si vedono solamente la scala e le basi dei muri divisori.

La sezione orientale
Scendete dalla scala e raggiungete la Sala delle Doppie Assi, con un bel colonnato, ed il Megaron della Regina subito a fianco. In questa piccola stanza c’è un frammento di affresco raffigurante dei delfini, considerato uno dei più bei capolavori di arte minoica. Un piccolo corridoio collega il Megaron della Regina ad una stanza più piccola che probabilmente era il Bagno della Regina perché qui sono stati trovati dei frammenti di una vasca da bagno in terracotta. Entrambe le sale si vedono solo esternamente.
Seguite il corridoio che attraversa le Case di Sud-est, una serie di stanze adiacenti di cui restano solo le fondamenta. Esse sono coperte da un tendone che le protegge dalle intemperie.
La sezione settentrionale
Arriverete così alla Sala del Pilastro Nord, ovvero l’ingresso settentrionale del palazzo, uno stretto viale affiancato da alti pilastri chiamati “bastioni”. Quelli del lato ovest sono stati ricostruiti da Evans mentre quelli ad est sono quelli ritrovati durante gli scavi. Splendida la pittura murale dai colori sgargianti che, da quello che si può intuire, raffigura una scena di caccia. Il viale termina in un ampio salone dove spuntano dieci pilastri quadrati e due colonne che probabilmente sostenevano una piazza più larga al primo piano.
Ecco finalmente la Sala del Trono, piccola e con le pareti decorate con affreschi che raffigurano grifoni e altri animali mitologici considerati sacri. Al centro c’è un trono in alabastro e alla parete un affresco. Secondo Evans questa stanza, oltre ad essere usata come sala del trono, era usata anche per le cerimonie religiose.
Andate sulla sinistra dove si trova il Teatro, una piattaforma delimitata da una gradinata semicircolare che si trova alla fine del corridoio settentrionale del palazzo. Secondo Evans qui si svolgevano le cerimonie e gli spettacoli che richiedevano la presenza di un pubblico osservante.
Il Teatro è collegato all’esterno del palazzo dalla Strada Reale, un viale che si allunga verso ovest e che, oltre i cancelli del sito archeologico, corre esattamente sotto all’attuale strada per Heraklion. Era la strada che collegava il palazzo all’antica città minoica.
A questo punto la vostra visita è finita ma prima dell’uscita, se vi interessa, c’è un negozio di gadget a tema e una libreria.

Vale la pena visitare il Palazzo di Cnosso?
Secondo me assolutamente sì! Si tratta di una delle migliori testimonianze della civiltà minoica. Se dovete scegliere un solo sito archeologico da visitare durante il vostro viaggio a Creta beh, visitate il Palazzo di Cnosso!
Diciamo che le ricostruzioni di Evans sono troppe e molto invasive, talvolta un pugno in un occhio. Io avrei preferito vedere il sito così com’era stato rinvenuto durante gli scavi e magari avere un pannello che mi mostrasse come poteva apparire in età minoica.
E’ pur vero che le ricostruzioni di Evans si basano su documentazioni scritte dell’epoca minoica e greca di conseguenza, seppur discutibili, sono comunque attendibili e sicuramente rendono più gradevole la visita del sito archeologico.
Se avete domande non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email 😊!
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