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Abu Simbel: errori da non fare e consigli per la visita

Abu Simbel e i suoi due templi

I Templi di Abu Simbel sono uno dei luoghi simbolo dell’Antico Egitto, visitati ogni giorno da migliaia di persone, ecco perché ho deciso di scrivere una breve guida con tutti gli errori da non fare e i miei consigli per rendere migliore la vostra visita.

Come arrivare ad Abu Simbel in autonomia

Abu Simbel è la città più meridionale d’Egitto. Si trova nel mezzo del deserto, 280 chilometri a sud-ovest di Assuan e 40 chilometri a nord del confine con il Sudan. Lontana dalle altre città egiziane ma non isolata. Abu Simbel, infatti, è collegata ad Assuan da una larga strada asfaltata che si percorre in circa 4 ore di guida e al resto del paese da molti voli aerei quotidiani.

In aereo

Il modo più veloce, ma non più economico, per raggiungere Abu Simbel in autonomia è prendere un volo interno da una qualsiasi città egiziana. I voli sono operati da Egyptair, sono quotidiani e a diversi orari. Se partite da Assuan potete addirittura decidete di visitare i Templi di Abu Simbel in giornata incastrando la vostra visita tra il volo di andata della mattina ed il volo di ritorno del pomeriggio! Il volo tra Assuan e Abu Simbel dura 35-40 minuti e incluso nel biglietto del volo avrete il servizio navetta gestito da “Happy Travel”. La navetta collega, con corse coordinate ai voli Egyptair in arrivo e in partenza, i templi all’aeroporto.

Al di là del costo, che è abbastanza elevato, i vantaggi di arrivare in aereo sono:

  • riuscire a vedere i Templi di Abu Simbel in autonomia e con i propri tempi perdendo poco più di mezza giornata;
  • arrivare all’orario in cui la maggior parte dei gruppi lasciano i templi (dopo le 10:30) e di conseguenza visitarli con meno folla attorno.
Abu Simbel dettaglio Tempio Ramses II

Con i mezzi pubblici

Il modo più economico per raggiungere Abu Simbel in autonomia è prendere un autobus pubblico in partenza da Assuan. Il costo del biglietto a/r è di 300 EGP (circa € 5,10). I bus partono tutti i giorni alle 08:00 del mattino e arrivano a destinazione alle 12:30. Gli autobus di ritorno, invece, partono da Abu Simbel alle 13:00 di conseguenza scegliendo questa opzione dovrete per forza dormire in loco.

Facendo così sappiate che per visitare i templi vi serviranno due giorni ma li vedrete in orari in cui la maggior parte dei turisti non ci sono:

  • nel pomeriggio, tra le 13:00 e le 16:00;
  • in notturna per le aperture speciali o per assistere agli spettacoli di luci e suoni;
  • all’orario di apertura quando è illuminato dalle prime luci del sole e vivrete l’emozione di essere tra i primi ad entrare!

Consiglio: per ottimizzare i tempi potete abbinare le due opzioni. Arrivare in autobus, trascorrere il pomeriggio in centro ad Abu Simbel, visitare i templi all’alba (il momento migliore 😍) e prendere un volo per Assuan (o altrove) dopo le 09:00. Facendo così perderete meno tempo!

Come arrivare ad Abu Simbel con i tour organizzati

Questa è l’opzione scelta dalla maggior parte dei turisti. E’ la soluzione più semplice e spesso è uno dei tour inclusi nelle Crociere sul Nilo in partenza da Assuan.

I tour organizzati da Assuan verso Abu Simbel possono essere:

  • Escursione giornaliera che inizia alle 03:00 del mattino e termina alle 14:00. Il viaggio in pulmino dura 4 ore e di solito è prevista una sosta in una sorta di autogrill a metà strada. La visita guidata dura 2 orette e rientrerete poi ad Assuan con altre 4 ore di viaggio su strada.
  • Escursione inclusa nel pacchetto “Crociera sul Nilo”. Il tour giornaliero è inserito a inizio o fine crociera a seconda che Assuan sia la città di partenza o di arrivo. Questa è l’opzione che abbiamo scelto noi.
  • Escursione inclusa nel pacchetto “Crociera sul Lago Nasser”.

Di seguito vi consiglio alcuni tour organizzati che includono la visita ad Abu Simbel. Li potete acquistare dall’Italia, hanno la cancellazione gratuita e si svolgono in lingua italiana:

l vantaggi sono:

  • è tutto organizzato! Non dovete pensare a nulla;
  • i costi sono contenuti perché questi tour si svolgono in gruppo;
  • incluso nel prezzo c’è una guida egittologa che vi spiega in lingua italiana la storia e i dettagli artistici dei templi.

Purtroppo visiterete i Templi di Abu Simbel alla stessa ora di tantissimi altri gruppi organizzati di conseguenza li troverete parecchio affollati. Niente di insopportabile sia chiaro ma sicuramente perdono un po’ del loro fascino! Le guide sono brave e tra di loro hanno taciti accordi sulle tempistiche a disposizione per le spiegazioni e sui diritti di precedenza. Questo garantisce a tutti i gruppi il giusto spazio a disposizione.

Consiglio: nulla togliendo alla comodità dei tour organizzati, io, tornassi indietro, sceglierei di dormire ad Abu Simbel e visitare i templi alle 06:00 del mattino. All’orario di apertura la luce è fantastica e i templi per nulla affollati la condizione ideale per foto pazzesche e una visita più tranquilla.

Modalità d’accesso

  • Ingresso a pagamento: EGP 822 (circa € 14,00), EGP 1.272 (circa € 21,70) il 22 febbraio e 22 ottobre per l’allineamento del sole.
  • Orario: 06:00 – 16:00 tutto l’anno incluso il mese del Ramadan.
  • Foto: gratis con il cellulare, se volete usare la macchina professionale dovete pagare un permesso che costa EGP 300 (circa € 5,20). Noi, entrando con la guida, il permesso non lo abbiamo pagato e abbiamo scattato lo stesso con la nostra Canon EOS R7. Se entrate in autonomia il permesso vi tocca pagarlo!
  • Sito ufficiale: cliccate qui per consultare i prezzi e gli orari aggiornati.

Attenzione: in alcuni tour organizzati il costo del biglietto è incluso!

Curiosità storiche sui Templi di Abu Simbel

I Templi di Abu Simbel sono stati costruiti tra il 1.274 ed il 1.244 a.C. ma fino al 22 marzo 1813 nessun contemporaneo sapeva della loro esistenza. In quella data l’esploratore svizzero Jean-Louis Burchkardt ha visto spuntare dalla sabbia delle statue di babbuino. Iniziando a scavare ha scoperto che quei babbuini si trovavano sull’architrave superiore di un tempio enorme. Aveva scoperto il Grande Tempio di Ramses II anche se il primo ad entrarci è stato l’italiano Giovanni Battista Belzoni il 4 agosto 1817.

Quei templi però non erano nel luogo in cui si trovano oggi. Si trovavano 65 metri più in basso e 210 metri più lontani.

Perché li hanno spostati?

Con la costruzione della Diga di Assuan i Templi di Abu Simbel, nella loro posizione originaria, sarebbero scomparsi sotto le acque del Lago di Nasser. La stessa sorte toccata ai Templi di File e ai numerosi villaggi nubiani. Tra il 1960 ed il 1980 l’UNESCO con la Nubian Rescue Campain ha ingaggiato diverse squadre di archeologi e ingegneri da tutto il mondo. Il fine era quello di salvare la ricchezza archeologica egiziana che rischiava di andar perduta per sempre.

Nel caso specifico dei Templi di Abu Simbel è stato fatto un lavoro ingegneristico mai visto prima. Gli oltre 2.000 uomini che hanno lavorato al progetto, tra cui degli esperti cavatori di marmo provenienti da Carrara e dalla Garfagnana, hanno tagliato i templi in 4.000 blocchi e li hanno accuratamente numerati. Li hanno poi smontati e rimontati identici 65 metri più in alto, dove si trovano oggi e dove l’acqua del Lago di Nasser non poteva raggiungerli. I lavori sono durati 4 anni, dal 1964 al 1968, per un costo complessivo di 40 milioni di dollari.

Abu Simbel Tempio di Ramses II

Il Grande Tempio di Ramses II

Una volta superato il tornello d’ingresso percorrerete un corridoio lungo mezzo chilometro che costeggia il Lago di Nasser e che vi svela i Templi di Abu Simbel un po’ alla volta.

Questo tempio è il simbolo della potenza di Ramses II. E’ un tempio rupestre, infatti, è stato costruito scavando nella roccia di arenaria con un processo molto simile a quello usato per costruire il famoso Tesoro di Petra. L’arenaria è un materiale friabile e se durante la lavorazione la roccia si fosse rotta in maniera sbagliata i cavatori avrebbero dovuto rifare tutto spostandosi da un’altra parte.

Il Grande Tempio di Ramses II, con la sua imponenza, aveva lo scopo di intimorire i vicini Nubiani ma anche di commemorare la vittoria della Battaglia di Kadesh contro gli Ittiti.

La facciata monumentale

I quattro colossi altri 20 metri che raffigurano Ramses II sono ciò che rende riconoscibile questo tempio in tutto il mondo. La facciata è alta 33 metri e larga 38 e le quattro statue del faraone si trovano rispettivamente due a destra e due a sinistra dell’ingresso. Ramses II indossa lo pschent, la doppia corona dell’Egitto unificato, ed il nemes, il copricapo che scende sulle spalle con il cobra sulla fronte. La testa mancante è crollata tra il 20 a.C. e il 20 d.C. a seguito di un terremoto e durante la ricostruzione hanno deciso di lasciarla a terra, così come l’avevano trovata.

In una nicchia sopra all’ingresso c’è la statua di Ra-Horakhti, il dio unione tra il dio falco Horus ed il dio del sole Ra. Nella mano destra tiene lo scettro del potere mentre nella sinistra l’immagine della dea Maat, la rappresentate dell’ordine cosmico.

Nella parte inferiore della facciata, ai lati e tra le gambe di Ramses II, le statue raffigurano i suoi figli, sua madre, la regina Tuia e la moglie Nefertari, l’unica che gli arriva all’altezza del ginocchio.

Sul frontone ci sono 14 babbuini, che in origine erano 22 come le province dell’Alto Egitto, con lo sguardo rivolto a est perché ogni giorno attendono la nascita del sole per adorarlo.

Ai piedi dei colossi un bassorilievo raffigura Hapy, il dio del Nilo e dell’abbondanza, mentre lega i fiori di loto (Alto Egitto) con i fiori di papiro (Basso Egitto) a ricordare che con Ramses II il regno era unificato. Ai lati, invece, ci sono delle immagini speculari. Sulla destra i prigionieri ittiti legati con corde che terminano con i fiori di papiro mentre sulla sinistra i prigionieri nubiani legati con corde che terminano con i fiori di loto.

Abu Simbel: errori da non fare e consigli per la visita

Le sale interne

Varcato l’ingresso ci troviamo nella Grande Sala Ipostila dove ci sono otto statue di Ramses II alte 11 metri. Sono maestose e sorreggono il soffitto decorato con avvoltoi, il simbolo della dea protettrice Nekhbet. Ramses II è raffigurato con le braccia conserte che tiene tra le mani il bastone ed il flagello uguagliandosi alla tradizionale immagine di Osiride, il dio della resurrezione. Le pareti sono decorate con scene di guerra. Sulla parete settentrionale, a destra, il racconto della Battaglia di Kadesh (1274 a.C.) con Ramses II che raduna le truppe verso la vittoria sugli Ittiti e alcune iscrizioni che fanno parte del Poema di Pentaur. Sulla parete meridionale, a sinistra, invece, si vede Ramses II sul suo cocchio mentre fa strage di siriani, libici e nubiani.

La bellezza e lo stato di conservazione di queste immagini è impressionante. In ogni stanza minore e nel vestibolo il faraone Ramses II viene raffigurato o assieme alle divinità o nell’atto di porgere loro dei doni. Uno dei bassorilievi più belli raffigura Ramses II, seguito dalla moglie Nefertari, mentre porge profumi e incensi alla Barca di Amon.

Il santuario interno e il Miracolo del Sole

Il Santuario Interno è la stanza più importante del tempio. Qui ci sono quattro statue che in origine erano interamente ricoperte d’oro e che raffigurano Ramses II, Amon-Ra, Ra-Horakhti e Ptah.

E’ qui che il 22 febbraio e il 22 ottobre (61 giorni prima e dopo del solstizio d’inverno) di ogni anno avviene il Miracolo del Sole. L’inclinazione dei raggi in queste date e a questa latitudine fa sì che il primo raggio di sole penetri nella roccia e illumini dapprima il volto di Ramses II e gradualmente anche quelli di Amon-Ra e Ra-Horakhti. La statua di Ptah, il dio delle tenebre, rimane, invece, in ombra così come in tutti gli altri giorni dell’anno.

Si tratta di un evento unico, infatti, in tutti gli altri giorni dell’anno le tre statue non sono mai contemporaneamente illuminate. L’unica ad essere illuminata 365 giorni all’anno è quella di Ramses II.

Consiglio: il Miracolo del Sole dura circa 20 minuti e per vederlo dovete arrivare ai Templi di Abu Simbel per l’orario di apertura. Il biglietto in quei due giorni ha un prezzo maggiorato e va acquistato con largo anticipo perché esaurisce velocemente! Alla mattina cercate di arrivare almeno un’ora prima dell’apertura in questo modo sarete tra i primi ad entrare e a raggiungere la camera del miracolo 😉.

Nella posizione originaria i giorni del Miracolo del Sole erano il 21 febbraio, giorno della festa di inizio stagione della semina, e il 21 ottobre, giorno della festa di inizio stagione delle inondazioni. Tradizione voleva che queste date corrispondessero anche alla data di nascita e alla data d’incoronazione di Ramses II. Il trasloco ha comportato uno spostamento di data.

Abu Simbel: errori da non fare e consigli per la visita
Il 31 marzo alle 09:30 erano illuminati Ramses II e Amon-Ra.

Il Tempio di Hathor

A un centinaio di metri di distanza dal Grande Tempio di Ramses II si trova il Tempio di Hathor. E’ il tempio minore di Abu Simbel ed è dedicato a Nefertari, la moglie prediletta di Ramses II, e alla dea Hathor, la dea dell’amore, della maternità, della fertilità e della musica.

La particolarità di questo tempio è di essere commemorativo, non di sepoltura, infatti Nefertari è morta a 40 anni ed è stata seppellita nella Valle delle Regine a Luxor. Il suo sarcofago si trova all’interno della Tomba QV66, una delle più belle e ricche di dipinti di tutta la valle.

La facciata del tempio

La facciata, che risplende sotto ai raggi del sole dal mattino fino al primo pomeriggio, è larga 28 metri e alta 16 ed è abbellita da 6 colossi alti 10 metri che si trovano rispettivamente tre a destra e tre a sinistra della porta d’ingresso. Ciascun colosso è separato dal successivo da geroglifici che riportano le titolature dei due sovrani e raffigurano quattro volte Ramses II e due volte Nefertari. Le statue più piccole vicino a Ramses II rappresentano i figli maschi mentre quelle vicino a Nefertari, che indossa le vesti della dea Hathor, rappresentano le figlie femmine.

Ciò che rende unico questo tempio è il fatto che le dimensioni delle statue di Ramses II e di Nefertari siano identiche. La stessa dimensione mette sullo stesso piano il faraone e la sua moglie prediletta e questa è una novità assoluta nel mondo dell’Antico Egitto. Sulla facciata del tempio, inoltre, c’è una vera e propria dichiarazione d’amore verso Nefertari perché c’è un’iscrizione che recita “per la sua principale moglie Nefertari […] per la quale il sole splende”.

Abu Simbel: errori da non fare e consigli per la visita

Le sale interne

La Sala Ipostila si trova subito dopo l’ingresso e sopra ai sei pilastri alti 3 metri che sorreggono il soffitto ci sono dei bassorilievi che raffigurano la dea Hathor con la testa di bovino e delle iscrizioni che raccontano la vita coniugale del faraone e della regina. Alle pareti, invece, ci sono scene che divinizzano Ramses II, altre che narrano la vittoria sui nemici ittiti e nubiani e altre ancora che mostrano Nefertari fare delle offerte alle dee Mut e Hathor.

Nel vestibolo ci arriviamo dopo aver superato tre portali e qui è tutto un tripudio di scene di vita coniugale. Sono immagini molto poetiche e romantiche e anche questa è una novità assoluta nel mondo dell’Antico Egitto. Le immagini più belle, a mio parere, si trovano sulla parete settentrionale e mostrano Ramses II e Nefertari mentre offrono delle piante di papiro alla dea Hathor con sembianze bovine a bordo della Barca Sacra mentre naviga sul Nilo circondata da steli di papiro. Sulla parete occidentale, invece, i due consorti offrono dei doni a Horus, Anubi e Khnum.

Oltre il vestibolo si trova il Santuario Interno dove i bassorilievi e le decorazioni raffigurano i sovrani mentre offrono doni di varia natura alle divinità. Sulla parete occidentale c’è una nicchia che custodisce la statua della dea Hathor con sembianze di vacca.

Abu Simbel Sala Ipostila Tempio Hathor

Dove dormire ad Abu Simbel

Vi lascio qualche suggerimento di alloggio qualora decidiate di passare la notte ad Abu Simbel per poi visitare i tempi all’alba. Se non volete badare a spese scegliete il Seti Abu Simbel Lake Resort che si trova a due passi dai templi e ha una vista pazzesca sul Lago di Nasser. C’è anche la piscina e un ampio giardino.

In alternativa il Tuya Hotel o il Kabara Nubian House, non hanno la piscina ma sono delle belle sistemazioni in cui trascorrere la notte. Sono confortevoli e hanno il bagno privato.

Se avete domande non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email 😊!

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