L’obelisco più grande d’Egitto che, proprio perché non è mai stato terminato, è servito agli archeologi per capire come si costruivano ed estraevano questi imponenti monumenti. E’ l’Obelisco Incompiuto di Assuan e in questo articolo vi dirò cosa sapere a riguardo e soprattutto come visitarlo in autonomia.
Contenuti del post:
Come raggiugere Assuan
Assuan è la città più meridionale dell’Egitto e si raggiunge principalmente in due modi:
✈ in aereo: dall’Italia non ci sono voli diretti per Assuan, prevedono tutti lo scalo tecnico a Il Cairo. Sono tutte linee operate da Egyptair, la compagnia di bandiera egiziana. Noi l’abbiamo usata nei due voli interni ed è super approvata sia come servizio che come puntualità. Il volo da Il Cairo ha una durata di 1 ora e 25 minuti.
🛳 in crociera: il tratto da Luxor ad Assuan (o viceversa come abbiamo fatto noi) è il più suggestivo da percorrere con una crociera sul Nilo. A termine o a inizio crociera prevedete un giorno per visitare la città a meno che il pacchetto crociera che acquistate non lo includa già.
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Come visitare l’Obelisco Incompiuto
L’Obelisco Incompiuto si trova 3 chilometri a sud del centro storico di Assuan e lo potete raggiungere comodamente con Uber dal vostro hotel. Non è obbligatorio entrare con una guida si può visitare anche in autonomia.
Il mio consiglio è di visitare l’Obelisco Incompiuto accompagnati da una guida perché osservare comprendendo la storia ed il significato di ciò che si sta guardando è un valore aggiunto. Le visite guidate all’Obelisco Incompiuto sono incluse nei tour giornalieri che prevedono anche la visita ai Templi di File e alla Diga di Assuan come questa proposta da Civitatis:
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Modalità d’accesso
Ingresso a pagamento: EGP 220 (circa € 3,74)
Parcheggio auto: gratis
Orario: 07:00 – 15:00 tutti i giorni
Sito ufficiale: cliccate qui per consultare i prezzi e gli orari aggiornati
L’obelisco Incompiuto: cose da sapere
L’Obelisco Incompiuto è il primo obelisco costruito in Egitto e nel mondo. Grazie alla sua esistenza gli egittologi hanno potuto capire come venivano lavorati ed estratti gli obelischi ritrovati in tutto l’Egitto.
Cosa sono gli obelischi
Gli obelischi sono diventati il monumento simbolo dell’Antico Egitto.
Essi si estraevano da enormi blocchi di granito e una volta levigati venivano decorati con geroglifici e rilievi che rappresentavano la religione, la storia, e glorificavano i faraoni che li avevano fatti erigere.
La forma slanciata, regolare e con la sommità appuntita simboleggiava il dio Ra, il dio del sole, e si credeva connettessero la terra con il cielo fungendo da canale di comunicazione tra gli dei e gli esseri umani.

Come nasce un obelisco
Assuan è soprannominata “la terra del granito” qui, infatti, ci sono le uniche cave presenti in tutto l’Egitto. Non solo gli obelischi ma anche i blocchi di granito che servivano a costruire i templi in tutto l’Egitto provenivano da Assuan e dalle cave settentrionali che si trovano vicino all’odierna Sharia Al Haddadeen.
Come prendeva forma un obelisco e soprattutto come si estraeva e trasportava fino a destinazione?
Gli archeologi hanno potuto dare una risposta a questa domanda proprio grazie al ritrovamento dell’Obelisco Incompiuto. Trovare l’obelisco nel suo giaciglio originale ha mostrato agli studiosi la tecnica adottata dagli antichi scalpellini per estrarre dalla roccia questi possenti monumenti e di conseguenza i blocchi che davano vita ai templi nella valle del Nilo.
Sull’Obelisco Incompiuto di Assuan si vede la consistenza delle scannellature e i segni degli antichi utensili usati dagli scalpellini: scalpelli di rame, martelli di pietra e corde di canapa. Per rompere il granito si realizzavano dei fori in cui venivano inseriti dei cunei di legno che erano stati essiccati al sole. Più o meno ogni tre giorni si ricopriva tutto d’acqua e questo provocava l’aumento graduale delle dimensioni dei cunei. L’espansione causava una frattura regolare nella roccia esattamente lungo la linea dei fori separando così l’obelisco (o il blocco di granito) dalla roccia sottostante.
Una volta separato dalla roccia l’obelisco veniva levigato con una roccia diabase per rendere la superficie uniforme. A questo punto lo decoravano con bassorilievi e geroglifici e, una volta finito, lo trasportavano a destinazione sfruttando le piene estive del fiume Nilo.
L’Obelisco Incompiuto è stato solo il primo tentativo di costruzione, successivamente, nell’arco di poche decine di anni, gli egizi ne hanno eretti altri otto!!

La storia dell’Obelisco Incompiuto
L’Obelisco Incompiuto di Assuan era una meraviglia ingegneristica che doveva essere alta 42 metri con una base quadrata di 4,2 metri per lato e dal peso finale di 1168 tonnellate. Una volta finito sarebbe stato la scultura più alta e pesante del suo genere ma è rimasto incompiuto e oggi giace disteso sul fianco della cava di granito rosa da cui ha preso forma.
Chi lo aveva commissionato?
A scoprirlo, nel XIX secolo, è stato l’archeologo francese Auguste Mariette, il padre dell’egittologia moderna. Egli e altri studiosi contemporanei sono convinti che sia stato commissionato dalla regina Hatshepsut (1479-1457 a.C.) durante la reggenza del suo figliastro Tuthmosis III (1482-1425 a.C.), futuro faraone della XVIII dinastia. L’obelisco si ritiene facesse parte di una coppia di obelischi destinati ad abbellire il Tempio di Karnak. Il suo gemello potrebbe essere l’Obelisco del Laterano che un tempo si trovava a Karnak e oggi è a Roma, di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano.
Perché è rimasto incompiuto?
L’obelisco di Assuan è rimasto incompiuto perché durante la lavorazione gli operai hanno scoperto che si era creata una frattura nel granito. Gli scalpellini erano arrivati all’ultima fase della sua realizzazione, avevano già completato tre lati ma la frattura impediva l’issata e così non hanno perso tempo a staccarlo completamente dalla roccia madre ed l’hanno lasciato incompiuto.
Se avete domande non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email 😊!
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