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Deserto Nero in Egitto: come visitarlo e cosa vedere

Deserto Nero in Egitto: come visitarlo e cosa vedere

Quando arriverete nel Deserto Nero in Egitto vi sembrerà di essere atterrati sulla Luna, in questo articolo vi spiegherò come visitarlo e vi dirò cosa vedere in un giorno.

Come si raggiunge e come visitarlo

Il Deserto Nero si trova all’interno di un’area protetta e per questo motivo non è possibile visitarlo in autonomia. Dovrete obbligatoriamente affidarvi ad una agenzia locale e ad una guida turistica registrata. Si tratta di autisti, quasi sempre beduini, esperti della zona che vi porteranno ad esplorare il deserto a bordo dei loro fuoristrada.

Il motivo è semplice: la sicurezza dei visitatori e la tutela ambientale di questo splendido ma anche altrettanto fragile deserto. Le guide seguono percorsi prestabiliti al fine di portare i visitatori nei “punti salienti” in modo sicuro e senza andare a toccare aree remote e incontaminate del deserto.

Il punto di partenza di queste escursioni off road nel deserto è l’Oasi di Bahariya che si trova 365 chilometri a sud de Il Cairo. Dalla capitale sono circa 4 ore di auto lungo una comoda strada asfaltata. Fino a qui potete arrivarci anche in autonomia facendovi portare da un servizio taxi o usando un’auto a noleggio.

Io vi consiglio di acquistare un tour completo in partenza da Il Cairo, come quelli proposti da Get Your Guide disponibili solo in lingua inglese o quelli proposti da Civitatis disponibili anche in lingua italiana. I tour che includono il Deserto Nero vanno da 1 a 4 giorni:

Quando andare nel Deserto Nero in Egitto

Il periodo migliore per visitare il Deserto Nero in Egitto va da ottobre ad aprile quando le temperature diurne non superano mai i 32°C. Dovendovi consigliare un mese in particolare direi ottobre e inizio novembre oppure fine marzo e aprile quando le temperature diurne sono intorno ai 28°C e quelle notturne non scendono sotto i 12°C.

In inverno, tra dicembre e febbraio, la temperatura notturna può arrivare intorno ai 2-3°C e se decidete di pernottare nel deserto potrebbe non essere piacevole.

I mesi estivi ve li sconsiglio perché da fine maggio a metà settembre le temperature sono proibitive e talvolta di giorno si superano i 45°C.

Prima di partire non dimenticate di stipulare un’assicurazione di viaggio 😊! Fate un preventivo con Columbus Assicurazioni ed Heymondo entrambe hanno un ottimo rapporto qualità prezzo. Cliccando sui link, inoltre, otterrete lo sconto dedicato ai miei lettori!

Deserto Nero: un po’ di storia geologica

Il Deserto Nero è il frutto di diverse eruzioni vulcaniche verificatesi nel Cretaceo prima e nel Miocene poi ovvero tra i 100 e i 10 milioni di anni fa. Queste hanno fatto uscire il magma dalla crosta terrestre che ha ricoperto tutta l’area di ossido di ferro e basalto scuro. Si sono create colonne e colline coniche, tutte formazioni caratteristiche di questo tipo di sedimenti, che con il passare del tempo hanno subito l’azione erosiva degli agenti atmosferici.

Il risultato è spettacolare! Le montagnole nere sembrano emergere dalla sabbia dorata e costellano tutta la superficie desertica stagliandosi sul cielo azzurro.

La parte superiore di queste formazioni è composta da diaspora vulcanica mentre il pietrisco più fine che si trova a valle è diabasi (o dolerite). Si tratta di una roccia magmatica intrusiva a grana fine, molto simile al basalto ma con cristalli leggermente più grandi. E’ una pietra composta principalmente da plagioclasio e pirosseno, tutti materiali che si sono formati quando il magma basaltico all’interno della crosta terrestre si è raffreddato fuoriuscendo in superficie. E’ molto friabile e non è raro vederne a terra dei pezzi sgretolati che mettono in bella mostra i cristalli interni di un nero lucente.

Deserto Nero in Egitto

Deserto Nero: cosa vedere

Durante le escursioni di uno o due giorni il tempo a disposizione all’interno del Deserto Nero per vedere i punti salienti è di circa 3 ore.

Attenzione: se desiderate pernottare in questa zona è possibile farlo solo contattando direttamente una delle guide autorizzate e studiando con loro un itinerario personalizzato. I tour tradizionali, infatti, prevedono il pernottamento nel Deserto Bianco.

L’Oasi di Bahariya

E’ questo il punto di partenza di tutte le escursioni dirette nel Deserto Nero e nel Parco Nazionale del Deserto Bianco. L’Oasi di Bahariya si trova a 365 chilometri a sud de Il Cairo e si raggiunge percorrendo la comoda superstrada che attraversa da nord a sud il deserto occidentale.

L’Oasi di Bahariya era abitata fin dall’epoca faraonica e proprio di quel periodo è il sito archeologico di Bawiti. Esso si trova a qualche chilometro di distanza dall’oasi ma solitamente non è incluso nelle visite guidate. L’oasi diventa strategica durante l’epoca romana quando Bahariya diventa il centro della produzione del grano e dell’uva.

Per chi visita il Deserto Nero, Bahariya è più che altro un breve punto di sosta. Il tempo di bere un buon caffè beduino, lasciare il mezzo che vi ha portati fin qui da Il Cairo e caricare i vostri bagagli a bordo dei 4×4 che vi porteranno alla scoperta del deserto per qualche ora o alcuni giorni.

Il Monte Al Marsous

Il Deserto Nero (Sahara el Beyda) costeggia il lato occidentale della strada che collega l’Oasi di Farafra, a sud, all’Oasi di Bahariya, a nord. Da quest’ultima dista 50 chilometri e si raggiunge percorrendo un breve tratto di strada asfaltata prima e un tranquillo off road nel deserto poi.

La prima tappa è il Monte Al Marsous. Si tratta di un cratere vulcanico ricoperto di nera e lucente diaspora che nei millenni la sabbia dorata ha a sua volta ricoperto alla base.

Le jeep si fermano ai suoi piedi e accompagnati dalla guida inizierete a scalare uno dei suoi versanti. Lasciatevi sedurre dalla bellezza infinita che vi circonda. Non è una passeggiata difficile ma in alcuni punti il piede affonda nella sabbia e bisogna stare attenti a non farsi male sulle rocce basaltiche che affiorano o che sono nascoste nella sabbia. Nulla di proibitivo.

Quando si arriva sul punto più alto, nell’avvallamento formato da El Marsous e un’altra altura più bassa, avrete una vista pazzesca sul panorama circostante. Il paesaggio semi arido è costellato di colline di varie dimensioni e rocce nere che come scogli punteggiano in maniera sparsa il mare di sabbia dorata.

Una volta scavallato davanti a voi ci sarà il sentiero che continua in leggera discesa fino a valle dove troverete la jeep ad aspettarvi. Da questo lato il vento è più forte ma forse è per questo motivo che la calotta del Monte El Marsous e le striature sulle rocce sono più fitte e brillanti rispetto all’altro versante.

Attenzione: qui c’è sempre vento, non è fastidioso ma potrebbe darvi fastidio la sabbia che si alza. Ricordatevi di indossare gli occhiali da sole per proteggere gli occhi e una kefiah o una sciarpa per proteggere naso e bocca e non riempirvi i capelli di sabbia.

Deserto Nero in Egitto: come visitarlo e cosa vedere

La Montagna Inglese

Lasciato il Monte El Marsous con un breve off road si raggiunge un altro luogo simbolo del Deserto Nero in Egitto: la Montagna Inglese. Questo nome le è stato dato durante la Prima Guerra Mondiale quando questa zona era un avamposto militare inglese.

Si tratta di un cono perfetto che, come tutto qui nel Deserto Nero, è composto da diaspora vulcanica. Il vertice è di un nero brillante mentre la base è ricoperta di sabbia dorata. Qui ci si ferma soltanto il tempo di una foto e poi si riprende il viaggio.

L’Oasi Al Hayz

All’Oasi Al Hayz di solito si fa una sosta più o meno veloce, dipende dal tour che avete acquistato e da dove è previsto il pernottamento. Noi, che abbiamo partecipato al tour di due giorni tra Deserto Nero e Bianco di Civitatis, qui abbiamo trascorso qui più o meno 40 minuti.

L’Oasi Al Hayz era abitata fin dal Paleolitico, come dimostrano alcuni resti archeologici presenti in zona, ed è alimentata da una falda acquifera che era sfruttata già in epoca faraonica. Durante l’occupazione romana entra nella rete di oasi usate come avamposti nel deserto occidentale e vengono costruiti i primi sistemi di irrigazione. Essi garantivano una coltivazione abbondante e costante di grano e uva da esportare a Roma. Negli anni successivi questa, come le altre oasi del deserto egiziano, ha continuato ad essere un avamposto per le carovane in viaggio nel deserto.

Il panorama spazia sui palmeti di datteri e banane, sui campi dove vengono coltivate patate, carote, pomodori e zucchine ma anche sulle piantagioni di cereali, in particolare grano e un cereale molto simile all’orzo. Non è raro scorgere gli agricoltori intenti a lavorare nei campi aiutati dagli asini, unico animale da soma ad essersi adattato alle temperature pre-sahariane, e carretti in legno.

All’Oasi Al Hayz si trova una sorgente termale dove l’acqua carica di zolfo sgorga a 40°C ed è un’acqua che fa molto bene alla pelle perché la ammorbidisce e la leviga.

Attenzione: alla sorgente è possibile bagnarsi e vi daranno il tempo per farlo ma ricordatevi che siete in un paese musulmano e che non siete in una località balneare. Se siete donne, per rispetto della loro cultura, vi sconsiglio di mettervi in bikini meglio un costume con maglietta e pantaloncino (*link affiliati Amazon).

Deserto Nero in fuoristrada

La Montagna di Cristallo

Lasciata l’Oasi Al Hayz, dopo un breve tratto di strada asfaltata, si entra nuovamente nel deserto e si visita un luogo che non è più Deserto Nero ma non è ancora Deserto Bianco. La Montagna di Cristallo, infatti, non presenta le caratteristiche né dell’uno né dell’altro.

La Montagna di Cristallo è considerata una delle meraviglie naturali dell’Egitto ed è una formazione geologica unica. I suoi cristalli di quarzo luccicano sotto ai raggi del sole e creano degli effetti di luce particolarmente suggestivi.

I fuoristrada si fermano ai piedi di una scarpata composta quasi interamente di quarzo, sotto ad un arco di roccia che si trova sulla parte posteriore di una cresta. Assieme alla guida salirete sulla cresta, è un po’ ripida ma senza particolari difficoltà. Una volta in cima godetevi il panorama mozzafiato. La cresta e un cono di cristalli di quarzo delimitano dal vostro lato un’enorme distesa desertica che è circondata da rilievi rocciosi biancastri.

Il panorama assomiglia molto a quello visto al Dante’s View nella Death Valley con la differenza che questo non è un deserto di sale come il Badwater Basin ma una scarpata di roccia e quarzo. Un panorama che è stato creato dall’attività delle placche tettoniche e dall’attività vulcanica. Nei millenni l’acqua calda e mineralizzata ha invaso una camera sotterranea, o un sistema di grotte, e ha formato dei cristalli di grandi dimensioni che successivamente, a causa dei movimenti terrestri, sono emersi in superficie e hanno iniziato a subire l’erosione degli agenti atmosferici.

Consiglio: durante i tour classici arriverete qui nel pomeriggio, quando il sole è alto nel cielo e i cristalli brillano sotto ai suoi raggi. I momenti più fotogenici sono il tardo pomeriggio e l’alba quando i cristalli riflettono i colori aranciati e rosati del cielo. Se desiderate scattare questo tipo di fotografie dovrete accordarvi per un itinerario su misura con una delle guide locali perché dovrete pernottare qui e non nel Deserto Bianco.

Egitto Montagna di Cristallo

Norme di comportamento da adottare nel Deserto Nero in Egitto

Nel 2020 il Deserto Nero è stato dichiarato Riserva Naturale di conseguenza chiunque lo visiti ha il dovere di adottare delle norme di comportamento volte a tutelarlo.

Le principali sono:

  • non inquinare:
    • cercate di produrre meno rifiuti possibili;
    • non lasciate nel deserto i rifiuti che inevitabilmente producete (fazzoletti di carta, bottiglie di plastica, etc…);
  • rispettare l’ambiente:
    • camminate sempre sui sentieri segnati per non rovinare ambienti “vergini”;
    • non prelevate sabbia, rocce vulcaniche o cristalli di quarzo dal terreno. Fanno parte del territorio, non sono souvenir!
    • cercate di non arrampicarvi e di non toccare le formazioni rocciose. Ci pensano già gli agenti atmosferici ad eroderle non serve che lo facciamo anche noi con le nostre mani!
  • rispettare la flora e la fauna:
    • non toccate e non date da mangiare agli animali selvatici se vi capita di vederli;
    • non strappate fiori o piante per portarveli a casa;
    • animali e piante sono meraviglie naturali che vanno solo guardate ed eventualmente fotografate;
  • rispettare la cultura locale: siete ospiti in un paese musulmano quindi
    • vestitevi in maniera consona anche se è molto caldo. Preferite magliette manica corta e pantaloni lunghi o, se corti, che arrivino al ginocchio (questo vale soprattutto per le donne ma anche per gli uomini);
    • rispettate i tempi di preghiera di autisti e guide ed eventualmente i ritmi dettati dal mese del Ramadan;
    • se vi viene offerto del tè non rifiutatelo, è un gesto di benvenuto nella cultura beduina e rifiutarlo è scortese;
  • scegliete tour sostenibili: accertatevi che il tour si affidi a guide locali abilitate, che gli alloggi siano eco-compatibili e che vi vengano serviti alimenti a chilometro zero per sostenere le comunità locali.
Montagna di Cristallo cristalli di quarzo
Cristalli di quarzo vicino alla Montagna di Cristallo

Consigli per visitare il Deserto Nero

  • vestitevi con un abbigliamento leggero e traspirante (*link affiliato Amazon), preferite i tessuti tecnici o in alternativa il cotone o il lino e preferite colori chiari;
  • portatevi un giubbetto e una felpa in pile (*link affiliato Amazon) che vi tenga caldo di notte e nelle prime ore del mattino;
  • indossate un cappello (*link affiliato Amazon) o una bandana per proteggervi la testa dal sole;
  • mettete scarpe comode e chiuse (*link affiliato Amazon) vi proteggeranno i piedi dalla sabbia del deserto e vi daranno stabilità mentre camminate;
  • mettete gli occhiali da sole (*link affiliato Amazon) meglio se polarizzati, anche gli occhi hanno bisogno di protezione!
  • applicate più volte al giorno la crema solare (*link affiliato Amazon) e scegliete un fattore di protezione alto;
  • mettete un repellente per insetti (*link affiliato Amazon), le zanzare ci sono e, anche se in Egitto non è endemica, meglio proteggersi dal rischio di contrarre la dengue.

Se avete domande non esitate a lasciare un commento o a scrivermi un’email 😊!

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